
La meravigliosa storia di Suor Veneranda
Fornasaro Antonia (Sr. Maria Veneranda del Buon pastore) nasce a Pirano (Istria) il 29 novembre 1912.
Entra tra le Suore della Provvidenza il 5 marzo 1936 e veste l'Abito religioso il 6 ottobre 1938 (sic in Reg. di Congregazione. Ma più probabilmente veste nel 1937).
Emette la Professione il 16 marzo 1938. Non giunge alla Professione Perpetua. Muore ad Albettone – VI – il 21 giugno 1940 all'età di anni 28.
La Cronaca di Cormons pone la data della sua morte il 22 giugno 1940

Suor Veneranda Fornasaro, non era originaria di Albettone, ma qui donò con generosità la sua vita nel servizio. Nata in Istria, morì il 21 giugno 1940, a soli ventotto anni, ed è sepolta nel cimitero di Albettone. Attraverso le parole delle cronache possiamo ancora oggi cogliere la bellezza della sua testimonianza e lasciarci edificare dal suo esempio.
Così scrive la cronaca:
Suor Veneranda veniva crudelmente strappata all'affetto delle buone Consorelle di Albettone (Vicenza). Una complicazione di mali la ridussero precipitosamente agli estremi. In seguito al contagio dovette venir trasportata all'Ospedale di Noventa dove fu accolta con particolare affetto dalle Suore Elisabettine ed assistita da loro con ammirabile carità.
La Superiora di quell'Ospedale si recava 5 volte al giorno a visitare Suor Veneranda, ad infonderle coraggio e vedere che nulla le manchi. In una delle sue prime visite la esortò a far tesoro di tutto il suo soffrire e di non lasciarsi sfuggire nemmeno un sospiro senza offrirlo a Gesù. L'ultimo giorno della sua vita Suor Veneranda confidava alla madre superiora che nella notte precedente aveva perduto tre sospiri dimenticando di offrirli a Gesù. Le disse la Madre a Suor Veneranda: "Gli chieda scusa, e ricominci di nuovo". Andava e veniva anche la Madre Superiora di Albettone ed ognuna può immaginare quanto conforto apportassero alla cara Suor. Veneranda tali visite.
Suor Veneranda non si scoraggiò dinnanzi alla morte sì imminente, con un atto di totale abbandono e immolazione passò quei 5 giorni in una preparazione intensa distaccandosi con una delicatezza angelica da tutto ciò che è terreno e come giglio che reclina dolcemente la candida corolla all'imperversare della bufera, così la nostra cara Sorella, giglio di purezza e Angelo di bontà, cedeva serenamente la giovane esistenza all'inesorabile falce della morte. Quando per l'ultima volta ricevette il Pane degli Angeli il Rev.do Cappellano lasciando quella stanzetta disse: "Suor Veneranda è proprio un'anima bella".
La morte troncò sì presto la sua vita nel pieno movimento del suo lavoro! Tutto Albettone ne fu sgomento, giacché nel poco tempo del suo soggiorno in quel paese s'era cattivata grande stima, affetto e venerazione, quindi la piange con noi l'intera Parrocchia di Albettone e sulla sua tomba cadono copiose le lagrime del rimpianto sincero, e le preghiere più fervide le invocano la pace dei giusti ed il premio che Dio serba alle anime sue fedeli.
Le sue spoglie riposano nel Camposanto di Albettone giacché il popolo, affezionato volle a tutti i costi il trasporto della salma. La spesa era un po' rilevante, ma a tutto ci pensarono spontaneamente facendo una colletta in ogni famiglia.
Vi fu un plebiscito di offerte! Le Suore sono colà assai amate e, dicevano quei buoni parrocchiani: "Ora che qui riposa la cara Suora, la Rev.ma Madre Generale non penserà certo a levarci le Suore della Provvidenza che tanto amiamo".
II trasporto fu fatto tutto a mano, prima dalle Figlie di Maria, poi dai giovani dell'Azione Cattolica e riuscì un vero corteo. Tutti, tutti vollero dare alla cara Estinta un 'ultima testimonianza di stima e d'affetto.

