
Le giovani di Albettone che scelsero la Provvidenza

Negli anni Venti del Novecento, ad Albettone era presente l'asilo parrocchiale, affidato alle Suore della Provvidenza. La loro presenza non si limitò all'educazione dei bambini: con il loro esempio di vita semplice, di preghiera e di servizio lasciarono un segno profondo nella comunità.
Per alcune giovani del paese quell'incontro fu decisivo. Nel silenzio del cuore maturò una chiamata che le portò a compiere una scelta coraggiosa: lasciare la propria famiglia, il proprio paese e le proprie sicurezze per consacrare la vita a Dio, entrando nella Congregazione fondata da San Luigi Scrosoppi. Il noviziato, allora, era nel loro convento di Belvedere di Tezze.
Le pagine che seguono raccontano la storia di queste ragazze. Storie diverse tra loro, ma unite dallo stesso desiderio di mettere la propria esistenza al servizio del Vangelo e del prossimo. Molte svolsero la loro missione in scuole, collegi, ospedali, case di accoglienza e comunità religiose, spesso lontano da Albettone, portando ovunque lo spirito della Provvidenza.
Ricordarle oggi significa custodire una parte preziosa della storia del nostro paese. Le loro vite testimoniano come, anche da una piccola comunità, possano nascere grandi esempi di fede, di generosità e di amore verso gli altri.
Questo è il nostro modo di dire loro grazie. Per ciò che hanno donato alla Chiesa, alla Congregazione e, in fondo, anche ad Albettone, che continua a riconoscerle come parte della propria storia e della propria identità.

Il loro fondatore: San Luigi Scrosoppi (1804 - 1884)
San Luigi Scrosoppi nacque a Udine il 4 agosto 1804, in una famiglia profondamente cristiana. Fin da ragazzo maturò la vocazione al sacerdozio e, seguendo l'esempio dei fratelli Carlo e Giovanni Battista, entrò nel Seminario di Udine. Fu ordinato sacerdote nel 1827.
L'epoca in cui visse era segnata da povertà, carestie, guerre ed epidemie. Colpito dalla situazione di tante bambine e ragazze abbandonate, iniziò a dedicare la propria vita all'accoglienza e all'educazione delle cosiddette "derelitte", mettendo a disposizione tempo, beni personali ed energie. Quando le risorse non bastavano, non esitava a chiedere l'elemosina, confidando sempre nella Provvidenza di Dio.
Attorno a questa opera di carità si raccolse un gruppo di giovani donne che condividevano il suo ideale di servizio. Il 1º febbraio 1837, nove di loro decisero di consacrare la propria vita a Dio, dando origine alla Congregazione delle Suore della Provvidenza. Per Padre Luigi ogni persona aveva lo stesso valore: nella nuova famiglia religiosa trovarono posto donne di ogni condizione sociale, unite dal desiderio di servire Cristo nei più poveri.
Nel 1846, a quarantadue anni, entrò a far parte della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri, dalla quale assimilò uno stile di vita caratterizzato da gioia, umiltà, fraternità e carità. Come padre spirituale accompagnò con grande attenzione le sue suore, aiutandole a crescere nella fede e nell'amore verso i più deboli.
La sua spiritualità era interamente centrata su Gesù Cristo e sulla fiducia nella Provvidenza divina. Durante la sua vita promosse numerose opere di assistenza e di educazione a favore di ragazze, poveri, malati e anziani abbandonati. Come aveva profetizzato, prima della sua morte erano già sorte dodici opere affidate alle Suore della Provvidenza.

Negli anni dell'unificazione italiana dovette affrontare anche momenti difficili. Le leggi anticlericali portarono alla soppressione della Congregazione dell'Oratorio di Udine e misero in pericolo le opere assistenziali da lui fondate. Padre Luigi riuscì però a salvare la Casa delle Derelitte e la Congregazione delle Suore della Provvidenza, assicurandone il futuro.
Alla fine del 1883, ormai gravemente malato, affidò serenamente la Congregazione alle sue suore, raccomandando loro di vivere sempre nella fraternità e nella fiducia in Dio. Le sue ultime parole furono il testamento spirituale dell'Istituto:
"Carità! Carità! Ecco lo spirito della vostra famiglia religiosa: salvare le anime e salvarle con la Carità."
Morì a Udine il 3 aprile 1884. Fu proclamato Beato da San Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1981 e canonizzato il 10 giugno 2001. Oggi la sua opera continua attraverso le Suore della Provvidenza, presenti in numerosi Paesi del mondo, fedeli al carisma della carità e dell'abbandono alla Provvidenza di Dio.
Chi sono e dove sono le Suore della Provvidenza oggi
La Congregazione delle Suore della Provvidenza, fondata da San Luigi Scrosoppi a Udine nel 1837, nasce dal desiderio di rendere concreto il Vangelo attraverso il servizio ai più poveri e a chi vive nel bisogno. Fin dalle origini, la missione dell'Istituto è stata quella di accogliere, educare e sostenere le persone più fragili, con particolare attenzione ai bambini, ai giovani, agli ammalati e a quanti vivono situazioni di difficoltà.
Il cuore della spiritualità delle Suore della Provvidenza è Gesù Cristo, contemplato nei momenti fondamentali della sua vita: l'umiltà di Betlemme, la semplicità della casa di Nazareth, il sacrificio della Croce e la presenza silenziosa nell'Eucaristia. Da questo esempio nasce uno stile di vita caratterizzato da semplicità, umiltà, preghiera e servizio.
Il nome stesso della Congregazione richiama la fiducia totale nella Provvidenza di Dio. San Luigi Scrosoppi insegnava alle sue suore ad affidarsi completamente al Signore, certi che Dio non abbandona mai chi dedica la propria vita al bene degli altri. Questa fiducia si traduce in una carità concreta, vissuta ogni giorno con serenità, coraggio e spirito di sacrificio.
Patrono della Congregazione è San Gaetano da Thiene, esempio di totale abbandono alla Provvidenza divina. Grande devozione è rivolta anche a San Giuseppe, considerato il custode delle case della Provvidenza, e alla Vergine Maria, modello di fede, umiltà e disponibilità al progetto di Dio.
Oggi le Suore della Provvidenza sono presenti in diversi Paesi del mondo e continuano la loro missione educativa, assistenziale e pastorale, testimoniando il carisma ricevuto dal loro Fondatore attraverso una vita dedicata all'accoglienza, alla solidarietà e al servizio del prossimo.


Mi ha chiamato per nome
la testimonianza di Suor Maria Rosa, suora della Provvidenza da 53 anni

Sono suor Maria Rosa, Suora della Provvidenza da oltre cinquant'anni, racconto con semplicità il dono della mia vocazione. Una storia di chiamata, fiducia e di Provvidenza, nella quale il Signore continua a scrivere meraviglie attraverso la vita donata.
«Gesù, passando, vide… li chiamò… ed essi, lasciato tutto, lo seguirono.» (Mc 1,16-20)
Anche Gesù è passato per la campagna di Sindacale (frazione del Comune di Concordia Sagittaria - Ve). Mi ha vista e mi ha chiamata. Mi ha chiamata per nome: Maria Rosa.
Che cosa ha visto? Una ragazza di campagna: semplice, poco istruita, povera, timida e laboriosa. Eppure è proprio quella ragazza che il Signore ha scelto. Nella mia semplicità ho lasciato tutto: mamma, papà, fratelli, casa, campi… per seguire Lui e ricevere il centuplo promesso nel Vangelo.
Oggi ho 73 anni e da 53 sono Suora della Provvidenza. Guardando indietro, posso dire con certezza che il Signore è sempre stato fedele.
Una parola ha accompagnato tutta la mia vita: " Alzati e va' ". È stato un invito continuo a fidarmi, a ripartire, a lasciare che fosse Lui a guidare i miei passi, anche quando non comprendevo il cammino.
Il Signore ha lavorato dentro di me con la pazienza del vasaio che modella l'argilla. Mi ha plasmata giorno dopo giorno, ricominciando ogni volta che le mie fragilità sembravano prendere il sopravvento. Non si è mai stancato di me.
Ci sono stati momenti difficili, prove e debolezze. Ma proprio allora ho sperimentato la forza della misericordia di Dio. La sua grazia è sempre stata più grande dei miei limiti. Ancora oggi mi commuove pensare che abbia scelto proprio me.
Le parole di San Luigi Scrosoppi, affidate alle sue figlie come testamento spirituale – «Carità, carità, salvare le anime e salvarle con la carità» – sono diventate il programma della mia vita. Una carità semplice, quotidiana, fatta di gesti nascosti, di ascolto, di servizio e di amore gratuito.
Questa carità mi ha donato una maternità che non passa attraverso il sangue, ma attraverso il cuore. Ho incontrato tanti figli e tante figlie che il Signore ha affidato alle mie cure. Li ho amati con affetto sincero e, attraverso di loro, ho scoperto quanto sia feconda una vita completamente donata.
La Provvidenza mi ha fatto incontrare persone che non avrei mai immaginato di conoscere. Mi ha regalato amicizie, relazioni profonde e frutti che non avevo seminato. Ho imparato che, quando ci si affida a Dio, Lui sa moltiplicare il bene oltre ogni nostra attesa.
Ripensando al cammino percorso, il mio cuore è colmo di gratitudine. Sono stati anni vissuti tra gioie e fatiche, speranze e prove, ma sempre sostenuta dall' amore fedele del Signore.
Oggi continuo ad attendere con serenità l' incontro definitivo con Lui. So che la mia vita è stata custodita dalla Provvidenza fin dal primo giorno e confido che, al termine del cammino, sarò accolta nell' abbraccio del Padre, dove ogni desiderio troverà compimento e l' Amore sarà per sempre.
Se qualcuno mi chiedesse che cosa significhi seguire Gesù, risponderei semplicemente così: ne è valsa la pena. Sempre!

Serva di Dio Suor Maria Cecilia Piacentini
Nel ripercorrere la storia della Congregazione, non possiamo non ricordare la donna che, per l'opera svolta e l'impronta lasciata, è considerata cofondatrice delle Suore della Provvidenza: suor Maria Cecilia Piacentini, al secolo Ernestina Piacentini.
Nacque a Cormòns il 23 novembre 1836, decima di dodici figli di Giuseppe Piacentini e Cecilia Jug. Nel 1843 la famiglia, caduta in difficoltà economiche, si trasferì a Trieste, dove Ernestina maturò la propria vocazione religiosa, accompagnata spiritualmente da padre Ludovico, cappuccino di Montuzza.
Dopo alcuni tentativi, il 6 giugno 1863 entrò nella Casa della Provvidenza di Udine, fondata da san Luigi Scrosoppi. Il 18 aprile 1864, a 26 anni, vestì l'abito religioso assumendo il nome di suor Cecilia di Gesù.

Da novizia assistette i malati nell'ospedale di Portogruaro e, nel 1866, i feriti della Terza guerra d'indipendenza.
Conseguito il diploma magistrale, insegnò a Udine, Primiero e Cormòns. Nel 1871 san Luigi Scrosoppi la inviò a Cormòns, dove l'anno seguente divenne superiora della comunità.
Il 12 maggio 1880, a 44 anni, fu eletta superiora generale delle Suore della Provvidenza, incarico che mantenne per quarant'anni, fino al 1920. Dopo la morte di san Luigi Scrosoppi, avvenuta il 3 aprile 1884, guidò la Congregazione attraverso un periodo difficile, consolidandola e favorendone una grande espansione.
Durante il suo governo le Suore della Provvidenza ampliarono la loro presenza nel Trentino, in Istria e nel Goriziano, con opere a Primiero, Tesero, Pergine, Roncegno, Pola, Pirano, Parenzo, Umago, Grado e Monfalcone. Nel 1908 nacque a Gorizia il "Nazareno", dove fu trasferito il Noviziato e che dal 1929 divenne Casa generalizia.
Un risultato fondamentale arrivò il 23 settembre 1891, quando, dopo un soggiorno a Roma, madre Cecilia ottenne dalla Santa Sede l'approvazione delle Costituzioni della Congregazione e ricevette la benedizione di papa Leone XIII. A lei si devono anche la rinascita della chiesa di Santa Caterina a Cormòns e la diffusione della devozione a Rosa Mistica.
Considerata cofondatrice delle Suore della Provvidenza, madre Cecilia guidò le religiose con fermezza e spirito materno, preferendo sempre il silenzio e il servizio agli onori. Il 5 giugno 1913 fu ricordato il cinquantesimo anniversario del suo ingresso nella Congregazione.
Nel 1920 lasciò volontariamente l'incarico di superiora generale e rimase nel convento di Cormòns, dove morì il 7 gennaio 1928. Il 22 novembre 1950 le sue spoglie furono solennemente traslate dal cimitero e oggi riposano nella cripta della cappella di San Giuseppe, dietro l'altare maggiore della chiesa di Santa Caterina a Cormòns.

