La Parrocchia di Santa Maria Nascente 

Nel cuore di Albettone sorge la chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente, appartenente alla Diocesi di Vicenza e oggi facente parte dell' Unità pastorale n. 7, nel Vicariato di Noventa Vicentina. L'edificio che vediamo oggi è relativamente recente, ma la storia della presenza cristiana e della comunità parrocchiale di Albettone affonda le proprie radici molti secoli più indietro.

La Natività della Vergine, Annibale Carracci, 1605-1609 circa. Olio su tela, Museo del Louvre, Parigi.

Le testimonianze più antiche ricordano infatti una prima chiesa dedicata a Sant'Eleuterio, citata nelle Rationes decimarum tra il 1297 e il 1303. Questo antico edificio sacro sorgeva sul colle posto a nord dell'attuale parrocchiale. Presumibilmente agli inizi del XV secolo sorse invece una chiesa dedicata alla Natività di Maria, dalla quale deriva l'attuale intitolazione a Santa Maria Nascente.

Un'importante testimonianza ci viene dalla visita pastorale compiuta nel 1452 dal vescovo Pietro Barbo, futuro papa Paolo II: a quel tempo la chiesa di Albettone risultava filiale della pieve di Barbarano. Le successive visite pastorali dei secoli XV e XVI documentano inoltre la presenza di quattro altari: l'altare maggiore, dedicato a Santa Maria Nascente, e tre altari laterali.

Con il trascorrere dei secoli anche gli edifici della parrocchia conobbero trasformazioni importanti. Nel 1844 venne riedificato il campanile e dieci anni più tardi, nel 1854, per volontà di don Giacomo Fagion, fu dotato di tre campane. Il campanile, alto circa 40 metri, presenta nella cella campanaria quattro monofore a tutto sesto.

Le condizioni della vecchia chiesa erano però ormai divenute precarie. Si decise così di costruire un nuovo edificio, affidandone il progetto all'architetto vicentino Federico Castegnaro. I lavori dell'attuale parrocchiale ebbero inizio il 7 novembre 1869 e si conclusero nel 1871. Il 19 gennaio dello stesso anno la nuova chiesa poté essere inaugurata e aperta al culto. La solenne consacrazione avvenne successivamente, il 23 settembre 1923. Nel 1970 la facciata fu infine interessata da un intervento di ristrutturazione.

L'esterno presenta elementi di gusto neoclassico e barocco. La facciata è scandita da quattro lesene e impreziosita da quattro nicchie nelle quali trovano posto le statue di San Giovanni Battista, San Pietro, San Paolo e San Luigi Gonzaga.

L'interno, a navata unica, conserva un patrimonio artistico che testimonia anche la continuità tra l'antica chiesa e quella ottocentesca. Tra le opere più significative vi è una pala datata 1632, raffigurante la Trinità affiancata da due santi, insieme agli affreschi dedicati alla Vergine e alle Virtù cardinali.

Particolarmente significativa è la presenza degli altari laterali: quelli seicenteschi della Madonna del Rosario e della Vergine, l'altare dedicato a Sant'Antonio, risalente al 1718, quello ottocentesco di San Luigi Gonzaga e, infine, l'altare del Sacro Cuore, realizzato nel 1923, l'anno della consacrazione della chiesa.

Santa Maria Nascente rappresenta dunque molto più della chiesa parrocchiale di Albettone. Dalla lontana chiesa medievale di Sant'Eleuterio alla parrocchiale quattrocentesca, fino all'edificio costruito nell'Ottocento e consacrato nel 1923, oltre sette secoli di storia religiosa del paese hanno lasciato qui la loro traccia.

Ed è proprio all'interno di questa lunga storia di fede comunitaria che possono essere collocate anche le numerose vocazioni religiose nate ad Albettone: uomini e donne che, cresciuti in questa terra e in questa comunità cristiana, hanno poi portato altrove la propria scelta di vita e la propria testimonianza.

Che cos'è una Parrocchia?

Il termine " parrocchia" deriva dal greco paroikìa, che significa "abitazione presso". Chi abita presso qualcuno non è stabile, è uno straniero, uno che non ha lì la sua casa.

Abramo, esule in Egitto, era un pàroikos, un forestiero, uno che sta fuori della sua terra.

Parrocchia significa dunque "abitazione provvisoria ", "dimora temporanea" e questo si applica molto bene alla Chiesa locale: è infatti per il cristiano una comunità di passaggio.

Già S. Paolo diceva: "non abbiamo qui una città stabile, ma cerchiamo quella futura " .

La parola parrocchia perciò ci ricorda che siamo una comunità di pellegrini, che viaggiano insieme verso la vera patria, il Cielo, e si aiutano a raggiungerla. Un po' come il Popolo ebreo in cammino verso la Terra Promessa.

Quindi il termine parrocchia ci richiama il "santo viaggio", che da anni cerchiamo di percorrere.

La Christifideles laici delinea la parrocchia: "Essa è l'ultima localizzazione della Chiesa, è in un certo senso la Chiesa stessa che vive in mezzo alla case dei suoi figli e delle sue figlie" . È la Chiesa che vive sul posto.

"La parrocchia - continua lo stesso documento - non è principalmente una struttura, un territorio, un edificio, è piuttosto "la famiglia di Dio, come una fraternità animata dallo spirito d 'unità" è "una casa di famiglia, fraterna ed accogliente"; e "la casa aperta a tutti e al servizio di tutti", o, come amava dire il papa Giovanni XXIII, "la fontana del villaggio" alla quale tutti ricorrono per la loro sete". Non è dunque un paese o la chiesa in muratura, ma una vita che trabocca, una convivenza spirituale da costruire giorno per giorno.

Viene in mente la qualifica che S. Agostino dava alla Chiesa (e la parrocchia è Chiesa nel territorio): la Chiesa è carità, è agape.

San Paolo VI Papa diceva: "la parrocchia è un prodigio sociale, una bellezza sociale... Qui siete uniti da una rete di rapporti spirituali, qui vi volete bene... vi unisce il vincolo della carità... Badate che questo è il cemento che fa di una popolazione cosi varia e cosi diversa e cosi sparsa un cuor solo e un 'anima sola " .

San Giovanni XXIII° Papa diceva: "La parrocchia è l'antica fontana del villaggio che dà l'acqua alle generazioni di oggi, come la diede a quelle del passato"