Altre storie di vocazioni

Non tutte le vocazioni si sono concluse con una professione religiosa o con una vita interamente trascorsa in convento.

Nel corso degli anni, anche altre giovani di Albettone hanno sentito nel cuore il desiderio di consacrarsi al Signore. Alcune hanno varcato la soglia di un istituto religioso, iniziando il cammino del postulandato o del noviziato, animate dalla speranza di donare tutta la propria vita a Dio.

Per motivi di salute o per altre circostanze della vita, quel percorso si è poi interrotto e sono ritornate alle loro famiglie.

Questo, però, non rende meno autentica la loro chiamata. La vocazione non si misura soltanto dalla meta raggiunta, ma anche dal coraggio di aver risposto, almeno per un tratto di strada, a una voce che invitava a seguirlo.

Anche queste storie fanno parte del patrimonio spirituale di Albettone. Sono testimonianze discrete, spesso custodite soltanto nella memoria delle famiglie, ma raccontano come il desiderio di consacrarsi al Signore abbia continuato ad abitare il cuore di tante giovani del nostro paese.

Tra queste giovani desideriamo ricordare:

- Palmira Alseni, sorella di Suor Lanfranca, nata ad Albettone il 16 marzo 1923,  entrata tra le Suore della Provvidenza il 6 settembre 1944. Uscita il 2 ottobre 1946. Rientrata il 1° aprile 1948. Uscita il 14 aprile 1948. 

-  Maria Pizzolata , di Albettone, entrata tra le Suore della Provvidenza nel 1947 e uscita lo stesso anno.

Entrambe intrapresero il cammino di formazione presso la Congregazione delle Suore della Provvidenza, animate dal desiderio di consacrare la propria vita al Signore. Per motivi di salute il loro percorso si concluse prima della professione definitiva ed entrambe fecero ritorno alle loro famiglie.

La loro esperienza, pur breve, merita di essere ricordata con rispetto. Ogni vocazione è una risposta libera a una chiamata, e il valore di quella risposta non dipende dalla sua durata, ma dalla generosità con cui è stata vissuta.

Mi ha chiamato per nome

la testimonianza di Suor Maria Rosa, suora della Provvidenza da 53 anni

Sono suor Maria Rosa, Suora della Provvidenza da oltre cinquant'anni, racconto con semplicità il dono della mia vocazione. Una storia di chiamata, fiducia e di Provvidenza, nella quale il Signore continua a scrivere meraviglie attraverso la vita donata.

«Gesù, passando, vide… li chiamò… ed essi, lasciato tutto, lo seguirono.» (Mc 1,16-20)

Anche Gesù è passato per la campagna di Sindacale (frazione del Comune di Concordia Sagittaria - Ve). Mi ha vista e mi ha chiamata. Mi ha chiamata per nome: Maria Rosa.

Che cosa ha visto? Una ragazza di campagna: semplice, poco istruita, povera, timida e laboriosa. Eppure è proprio quella ragazza che il Signore ha scelto. Nella mia semplicità ho lasciato tutto: mamma, papà, fratelli, casa, campi… per seguire Lui e ricevere il centuplo promesso nel Vangelo.

Oggi ho 73 anni e da 53 sono Suora della Provvidenza. Guardando indietro, posso dire con certezza che il Signore è sempre stato fedele.

Una parola ha accompagnato tutta la mia vita: " Alzati e va' ". È stato un invito continuo a fidarmi, a ripartire, a lasciare che fosse Lui a guidare i miei passi, anche quando non comprendevo il cammino.

Il Signore ha lavorato dentro di me con la pazienza del vasaio che modella l'argilla. Mi ha plasmata giorno dopo giorno, ricominciando ogni volta che le mie fragilità sembravano prendere il sopravvento. Non si è mai stancato di me.

Ci sono stati momenti difficili, prove e debolezze. Ma proprio allora ho sperimentato la forza della misericordia di Dio. La sua grazia è sempre stata più grande dei miei limiti. Ancora oggi mi commuove pensare che abbia scelto proprio me.

Le parole di San Luigi Scrosoppi, affidate alle sue figlie come testamento spirituale – «Carità, carità, salvare le anime e salvarle con la carità» – sono diventate il programma della mia vita. Una carità semplice, quotidiana, fatta di gesti nascosti, di ascolto, di servizio e di amore gratuito.

Questa carità mi ha donato una maternità che non passa attraverso il sangue, ma attraverso il cuore. Ho incontrato tanti figli e tante figlie che il Signore ha affidato alle mie cure. Li ho amati con affetto sincero e, attraverso di loro, ho scoperto quanto sia feconda una vita completamente donata.

La Provvidenza mi ha fatto incontrare persone che non avrei mai immaginato di conoscere. Mi ha regalato amicizie, relazioni profonde e frutti che non avevo seminato. Ho imparato che, quando ci si affida a Dio, Lui sa moltiplicare il bene oltre ogni nostra attesa.

Ripensando al cammino percorso, il mio cuore è colmo di gratitudine. Sono stati anni vissuti tra gioie e fatiche, speranze e prove, ma sempre sostenuta dall' amore fedele del Signore.

Oggi continuo ad attendere con serenità l' incontro definitivo con Lui. So che la mia vita è stata custodita dalla Provvidenza fin dal primo giorno e confido che, al termine del cammino, sarò accolta nell' abbraccio del Padre, dove ogni desiderio troverà compimento e l' Amore sarà per sempre.

Se qualcuno mi chiedesse che cosa significhi seguire Gesù, risponderei semplicemente così: ne è valsa la pena. Sempre!