Padre Diego Bau' OFM

dagli Atti dell'Alma Provincia Veneta di S. Antonio di Padova dei Frati Minori

Sabato 6 ottobre frate Diego Baù ha concluso serenamente la sua giornata, spesa a servizio di Dio e dei fratelli.

La sua esistenza iniziò il giorno 8 dicembre 1925 ad Albettone (VI) e i genitori Erminia ed Enrico gli imposero il nome di Icaro. All'età di 12 anni chiese di essere accolto nel Collegio di Lonigo, per prepararsi alla vita francescana. Compì l'anno di noviziato a S. Pancrazio di Barbarano, dove il 17 settembre 1942 emise la prima professione religiosa nelle mani del Ministro provinciale Modesto Bortoli. Il 19 marzo 1947, a Gemona, consacrò definitivamente la sua vita al Signore e tre anni dopo, il 25 giugno luglio 1950, fu ordinato sacerdote a Motta di Livenza, da S.E. Mons. Giuseppe Zaffonato.

Da subito fr. Diego fu chiamato a prestare il suo servizio all'Orfanotrofio di Cittadella, dove dimorò dal 1951 al 1971 con due brevi parentesi a S. Francesco della Vigna (1954-55) e a S. Nicolò al Lido (1960-61). In questi anni cercò di vivere lo spirito delle beatitudini, prendendosi cura degli orfani, cioè di chi soffre e vive di dono e lasciandosi toccare il cuore dal male altrui come se fosse proprio, attraverso una passione che si fa compassione. In questo modo fr. Diego ha testimoniato "con fede salda e volontà decisa" quanto aveva abbracciato il giorno della sua professione nell'Ordine dei Frati Minori e ha vissuto il Vangelo, come "Regola e vita", seguendo le orme di nostro Signore Gesù Cristo, sull'esempio del Padre Francesco, uomo evangelico e facendosi "buon samaritano" dei fratelli in necessità.

Oltre al convento di Cittadella due fraternità in modo particolare hanno avuto la gioia e la grazia di beneficiare della presenza di fr. Diego: Mantova e Peschiera. A Mantova dimorò dal 1971 al 1977 e poi nuovamente dal 1998 al 2003, offrendo un prezioso e assiduo servizio di assistenza alla chiesa, per confessioni e direzione spirituale. Assegnato alla fraternità Peschiera nel 1977, prestò il suo instancabile servizio al santuario del Frassino fino al 1998, donando conforto e pace, illuminando con la sua paterna bontà quanti si accostavano al suo ministero sacerdotale e soprattutto accogliendo le persone con garbo e disponibilità. Fr. Diego ha fatto sue le parole della Regola ciascuno nutra e ami il proprio fratello, dimostrando cura e amore non solo verso gli orfani, ma anche nei confronti dei propri confratelli, in modo particolare di quelli ammalati, per i quali si preoccupava che nulla mancasse loro.

Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita presso l'infermeria provinciale di Saccolongo, preparandosi all'incontro con sorella morte.

Ora il Signore lo ha accolto nella sua casa, dove felicità e grazia gli saranno compagne per sempre.

È sepolto presso il cimitero di Saccolongo.

Marghera - S. Antonio
14 ottobre 2007

L'uomo fatto preghiera: l'orazione contemplativa in San Francesco d'Assisi 

Per San Francesco d'Assisi la preghiera non è un semplice dovere religioso o un momento separato della giornata, ma l'essenza stessa dell'esistenza, tanto che Tommaso da Celano nelle Fonti Francescane scrive mirabilmente che il santo non era tanto un uomo che pregava, quanto un uomo fatto preghiera.

Nello specchio degli scritti francescani l'orazione emerge come un dialogo intimo, incessante e totalizzante con l'Altissimo, vissuto spesso nel silenzio degli eremi ma custodito gelosamente anche nel tumulto delle strade del mondo.

Nella Regola e nelle Ammonizioni Francesco esorta costantemente i suoi frati a desiderare sopra ogni cosa lo Spirito del Signore e la sua santa operazione, che si manifesta in una preghiera pura e continua, capace di purificare il cuore dall'orgoglio e dalle distrazioni terrene per fare spazio alla pura lode di Dio.

Per il Poverello d'Assisi pregare significa contemplare l'amore infinito del Creatore manifestato nell'incarnazione e nella croce di Cristo, trasformando ogni singola parola e ogni respiro in un atto di adorazione e ringraziamento, un atteggiamento spirituale che trova la sua massima espressione nel Cantico di frate Sole e nelle Lodi di Dio Altissimo, dove la preghiera individuale si espande fino a diventare la voce di tutto il creato che rende gloria al suo Autore.