Suor Maria Gesuarda dell'Immacolata (Adelina MENEGHINI)

Meneghini Adelina (Madre Maria Gesuarda dell'Immacolata) nasce a Albettone (VI) il 18 giugno 1925. Entra nell'Istituto il 3 maggio 1940 e veste l'Abito religioso come Corista il 20 settembre 1943.

Emette la Professione il 25 settembre 1944 e la Professione Perpetua il 15 settembre 1950.

E' inviata a Cormons fino al 1945; a Albettone nel 1946; a Bolzano Vic. fino al 1948; a Pergine fino al 1977; a Belvedere.

Muore a Belvedere di Tezze il 16 aprile 1995 all'età di anni 70.

" Sul rotolo del Libro di me é scritto di compiere il Tuo volere. Mio Dio, questo io desidero, la tua Legge è nel profondo del mio cuore". (dal Sl. 39)

E' stato questo il tuo desiderio fin dalla prima giovinezza, carissima Suor Gesuarda; questa l'aspirazione che ha caratterizzato il tuo stile di vita di religiosa.

Cinquantatre anni ricchi di impegno, di entusiasmo nel bene, di sacrificio, di dedizione amorosa, di preghiera che si faceva gradualmente ininterrotto colloquio con il Signore.

Tutto il tuo modo di essere diceva la tua semplicità, la cristallina trasparenza del tuo animo, l'ottimismo che ti veniva dal carattere e dalla tua aperta risposta al dono della fede.

Cinquantatre anni vissuti, in una breve parentesi di due anni a Bolzano Vicentino; di 28 anni nell'ospedale psichiatrico di Pergine (TN); di un periodo di malattia con cure agli Alberoni di Venezia. Nel settembre 1977 venisti contenta a Belvedere, tutta serenamente tesa a vivere il programma: Amare Dio e amare i fratelli: segno della tua credibilità.

Dal manifestarsi della grave malattia alla tua nascita in Cielo trascorsero solo due mesi, vissuti parte all'ospedale, parte nella tua cameretta fra noi, assistita con cure amorose, seguita con trepidazione fraterna fatta continua preghiera, confortata dalla sollecita venuta dei Superiori maggiori, visitata frequentemente dai tuoi cari cui eri tanto legata, animata dall'incontro con Ivan il tuo nipote monaco che ti lasciò tanta gioia spirituale.

La tua graduale ascesa verso il Vivente era unita ad "una illimitata fiducia nella divina Provvidenza, come un bimbo svezzato in braccio a sua madre" e da una speranza viva: la forza dello Spirito che andava ponendo la sua dimora nell'intimo della tua anima, che ti apriva sensibilmente alla penetrazione contemplativa, che ti staccava dalle cose visibili e passeggere e ti orientava sempre più alle invisibili che non hanno fine.

In pochi giorni eri passata, Sorella carissima, dalla gaudiosa dinamicità nei vari campi, ad essere, dal tuo letto, purificata e profumata dalla sofferenza, "seme fecondo", "acqua viva", in amorosa adesione al volere di Dio: preparazione all'ingresso definitivo nel Regno, secondo l'affermazione: "Chi perderà la sua vita per causa mia e del Vangelo, la troverà."(Mc 8, 35)

Nel primo periodo di malattia, quando ricevevi Gesù Eucarestia, fissando l'Ostia, nella tua fede robusta, dicevi: "Gesù, se vuoi, puoi guarirmi! "...Nella tua spiritualità profonda, tuttavia, era sempre la Sua Volontà che il tuo cuore cercava... Passando i giorni la tua preghiera acquistava una docilità ammirabile, commovente: "Quello che vuoi Tu, Signore!".

Alla sera del Giovedì Santo, in un clima di intensa comunione con la comunità che celebrava la Cena del Signore, come tutte noi, ricevevi l'Unzione degli Infermi, visibilmente confortata, grata, commossa, gioiosa.

Quando poi, alla Comunione, la M. Superiora venne a portarti Gesù, fissando l'Ostia con una nuova luce negli occhi, affermasti con slancio: "Questa é la mia Pasqua!" Era un cosciente avvertire che ti avviavi ad essere con il Cristo, nella "gioia piena della sua presenza ...senza fine alla sua destra.." Era come un ripetere il tuo "Eccomi!...Tutto é compiuto.... Sono pronta a passare per la stessa strada su cui hai camminato Tu, mio divino Modello"!

Più tardi, durante la nostra cena, ti vedemmo entrare in refettorio, visibilmente stanca ma radiosa. Sorretta da una Sorella dopo essere passata presso tutti i tavoli, con ritrovata forza, intonasti: "Questa é la Pasqua del Signore! Alleluia!" E te ne andasti, salutandoci sollevando il braccio, lasciandoci profondamente commosse ... Cara, cara Suor Gesuarda, ancora una volta volevi gustare il calore della comunità che amavi. Grazie!

Ritornasti nel tuo letto, ancor più ricca del Signore Gesù che andava sensibilmente avvicinandosi per svelarsi a te nella gloria di Risorto.

Dopo una notte un po' inquieta, verso le quattro del mattino del Venerdì Santo, prima di entrare in coma, rilassata, mormorasti: "Adesso sto bene... Adesso dormo..." Furono le tue ultime parole.

Suor Gesuarda, Sorella nostra carissima, oggi, mattino di Pasqua, alle ore sette, mentre la tua Comunità si preparava a cantare: "Questo é il giorno che ha fatto il Signore. Alleluia!", e a Belvedere suonavano le campane a festa, tu entravi nella gloria del Cristo Risorto.

Sei arrivata a Casa. Ora vedi il Cristo, nostra speranza, che ha redento il suo gregge, ridonandolo al Padre per sempre.

Vedi anche noi che siamo qui nella mestizia, ancora incredule, a vivere nella fede, l'impenetrabile Mistero della morte che segna il punto culminante dell'esistenza, dove tutto si innalza e ci fa vedere "la croce redentiva e vittoriosa alla luce della Resurrezione". ( 1 Cor 15)

Nella parola di S. Paolo Tu parli a noi, ai tuoi cari, a quanti ti hanno amato nella tua attività proprio perché donavi a tutti quello che eri.

"...Non voglio che vi rattristiate alla maniera di coloro che non hanno speranza.. (1 Tess. 4, 13 ) ... Se infatti crediamo che Gesù é morto e risorto, allo stesso modo adunerà insieme con Lui quelli che si sono addormentati in Gesù... E così saremo sempre col Signore ... Consolatevi quindi a vicenda in queste parole". ( 1 Tess. 4, 14-18) .

E' la certezza della consolazione eterna che il Padre celeste dà ai suoi figli, pellegrini in questo mondo ( 2 Tess 2, 16 ); ( 2 Cor 5,6 ) che conforta i nostri cuori, e li conferma in ogni opera buona e parola ( 2 Tess 2,17 ) mentre attendiamo fiduciosi l'attuazione della "beata speranza "( Tit 2,13).

Ci é di conforto, ci è motivo di lode il guardare alla tua lunga amorosa attività in Parrocchia. Quanta gioventù, parte viva e fresca della comunità, quanti poveri e soli, quanti anziani hai amato, Suor Gesuarda!

Quanto hai partecipato alle gioie e alle sofferenze di tante persone che sentivi profondamente fratelli in Cristo! E quanto, quanto hai pregato e fatto pregare per e con i tuoi "nonni" - come ti compiacevi di chiamare i tuoi ammalati cui portavi gioiosamente il Pane dell'Eucaristia!

Nella tua forte fede, nell'ardore del tuo cuore, nella tua straordinaria voglia di vivere in pienezza la tua vocazione, coinvolgevi chi ti avvicinava. Hai tanto amato nella tua vita, Sorella cara!

Amavi la tua comunità, credevi alla fecondità della preghiera, della sofferenza silenziosa delle tue Sorelle Anziane.

Amavi filialmente la Famiglia religiosa e pregavi per il rifiorire di vocazioni.

Amavi la Chiesa e, nella Chiesa, la Parrocchia che sentivi realtà meravigliosa, ma anche responsabilità dei credenti. Amavi con il cuore di Cristo tutti, tutti, ma soprattutto i suoi prediletti: i sofferenti, affamati di verità, di amore, di speranza, e i piccoli. La tua A.C.R. era sempre sulle tue labbra. Mille i tuoi interessi, instancabili le tue iniziative che non ti facevano mai stare ferma. Tutto, in te, manifestava l'anelito a qualcosa sempre più alto.

Amavi d'una tenerezza particolare tutti i tuoi cari. Godevi, soffrivi con ciascuno, consigliavi e per ciascuno pregavi ... offrivi ... e poi... te ne stavi tranquilla perché ti fidavi del Signore, della sua paterna Provvidenza.

Cara, cara Suor Gesuarda, siamo in tanti a dirti: Grazie!

A Belvedere non ti dimenticheranno perché, in ognuno che ti ha conosciuto, hai lasciato qualcosa di tuo, qualcosa che fruttificherà. L'espressione Paolina "per me vivere é Cristo e morire un guadagno" ( Fil 1, 21 ) acquista per tutti un profondo significato: per te nella Pasqua; per ciascuno: un andare verso di Essa.

Noi, tue Consorelle, ti porteremo sempre in cuore, grate per quello che sei stata per la Comunità e per l'edificazione che ci hai dato con la tua fede e la tua forza d'animo sempre, e soprattutto nella tua malattia. Eri pronta, suor Gesuarda! Per questo il Signore ti ha chiamato in fretta. Ed é per questa certezza che, pur mancandoci, sentiamo di non averti perduta .

Avvertiamo che la grandezza di Dio ti avvolge; che stai intercedendo presso il Signore per l'intera Famiglia Religiosa sparsa nel mondo; che stai chiedendo consolazione e benedizioni per i tuoi cari ricchi di fede e per quanti ti conobbero; coraggio e serenità per tutte noi. Crediamo sai, Suor Gesuarda, che anche il Dolore é Parola di Dio se vissuto in un impegno verticale di fede, di speranza e d'amore, operante per la Chiesa e per l'umanità tutta. Ma...Tu, con il nostro Padre Luigi, prega perché il nostro cuore sia veramente "un altare... in cui sia continuamente acceso il fuoco del santo amore ".

La Madre e le Sorelle della tua Comunità di Belvedere di Tezze, 16.04.1995

In Memoria di Suor Gesuarda

"Io sono la Risurrezione e la Vita; chi crede in me non morrà in eterno"

EDITORIALE

Cara Gesuarda,

la nostra comunità parrocchiale serba di te e del tuo stile di vita un ricordo difficilmente cancellabile delle nostre menti e dai nostri cuori. Ecco il motivo di una pubblicazione speciale dedicata a te: darti e darci ancora una volta la possibilità di crescere assieme, noi ci mettiamo la nostra buona volontà, tu condisci tutto con il tuo entusiasmo e la tua preghiera.

In queste righe vorremmo ringraziarti per le tante e tante dimostrazioni d'amore, di affetto e di gioia che in ogni secondo della tua vita ci hai donato.

Ringraziamo anche il Signore per averti posto in questa comunità di Belvedere, perché il tuo insegnamento divenga per molti, anziani, adulti o ragazzini, un'eredità da incarnare ogni giorno della nostra vita.

DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITA'

AL MINISTERO STRAORDINARIO DELL' EUCARESTIA

Io Meneghini Adelina (Suor Gesuarda) della Congregazione delle Suore della Provvidenza

rendo grazie al Signore per il dono dello Spirito che la Chiesa mi domanda di mettere a servizio della Comunità per il bene dei fratelli, specialmente di quelli malati e anziani;

dichiaro di essere disponibile ad esercitare il mandato di ministro straordinario dell'Eucarestia, con tutta la generosità che mi è possibile, in stretta e cordiale collaborazione con il Presbitero che a nome del Vescovo presiede la comunità in cui vivo e lavoro;

mi impegno a celebrate i riti nel rispetto delle norme liturgiche della Chiesa, per l'edificazione spirituale dei fratelli nella fede;

mi impegno a curare sempre meglio la mia preparazione teologica, spirituale e liturgica, con lo studio e la preghiera personale e comunitaria, partecipando agli incontri formativi diocesani e locali a cui sarò invitata.

Data 15. 03. 1985                       Firma           Meneghini Adelina       Suor Gesuarda

Il pensiero del Parroco

Mi ha procurato tanta gioia il fatto che abbiate deciso di ricordare Suor Gesuarda con un numero speciale del nostro "Giornale Parrocchiale".

II libro che lei ha scritto qui a Belvedere col suo sorriso indimenticabile, col suo entusiasmo trascinante è scritto nel cuore di intere generazioni: dai bambini ai ragazzi dell'ACR agli ammalati, costretti a vivere entro le mura domestiche.

Non si è consumata, anche fisicamente, per essere ammirata o lodata, per ambizione o peggio ancora per motivi economici, bensì per riversare su tutti, compreso il sottoscritto, quell'amore, quella gioia che riusciva ad incarnare ogni giorno con la preghiera e la S. Comunione. Le anime che si consacrano a Dio, anima e corpo, sono al tempo stesso, per volontà di Dio, consacrate al servizio della comunità, cioè degli altri sia fratelli che sorelle.

Ritengo che tutti noi dovremmo pregare il buon Dio, la stessa Suor Gesuarda, affinché convinca tanti ragazzi e ragazze a consacrarsi al Signore per offrire una testimonianza di fede, di amore anche nella nostra comunità parrocchiale. Solo anime come Suor Gesuarda spingono Dio a smuovere gli sfiduciati, gli smidollati e gli indifferenti.

Mantiero d. Gastone

Alcuni dei pensieri che i bambini della 1° Comunione hanno composto in ricordo della figura di Suor Gesuarda

> Era una suora vivace e sorridente, insegnava tante canzoni e un po' buffa com'era faceva ridere i bambini tristi. Era una brava suora.

> Suor Gesuarda è stata la miglior insegnante per me. Aveva un cuore buono ed era molto paziente con noi.

> Quando ho conosciuto Suor Gesuarda ho capito subito che era una suora meravigliosa Si divertiva a stare con i giovani dell'ACR., ci insegnava tante canzoni e ci parlava di Gesù. Durante i1 giorno andava a trovare gli ammalati e portava loro la comunione dando una parola di coraggio e un bel sorriso. Era sempre felice e contenta e dava tanta serenità a tutti.

> Quando eravamo in Chiesa Suor Gesuarda ci diceva di cantare forte e alle volte alla fine della Messa avevo mal di gola. Mi ricordo che l'ultima volta che 1'ho vista ho cantato una canzone assieme ai compagni. Ora anche se é morta la tango sempre nel mio cuore e la nomino nelle mie preghiere.

> Io conoscevo Suor Gesuarda da quando avevo 4 anni, lei veniva a portare la comunione al mio nonno e lo chiamava "Papà". Portava sempre un pò d'allegria e festa. La domenica la incontravo sempre durante la S. Messa e ci invitava sempre a cantare perché la Messa fosse una continua lode a Gesù. L'altro giorno sono andato al suo funerale e la chiesa era proprio piena perché era amata da tutti!

> Io ricordo che Suor Gesuarda mi voleva molto bene. Era molto gentile e quando ho sentito che era morta mi sono rattristata.

> Io ricordo Suor Gesuarda all'ACA: ci insegnava canti, poesie, ci ha insegnato la recita e poi come confessarci. Quello che mi ha colpito é che riusciva sempre a dire la yerità. La notizia della sua morte mi ha fatto andare il cuore ai piedi e mi ha sconvolto.

> Di un brutto male é morta Suor Gesuarda. Quando andavo a dottrina lei faceva la vigilessa per farci uscire con la macchina dal Patronato. Mi dispiace molto che te ne sei andata, ma so che dal Paradiso ci vedi e ci sorridi.

> Cara Gesuarda, io ti ricordo come un'insegnante di canto bravissima e quella sera quando ho saputo che eri morta piansi e mi sognai le cose che ho imparato da te. Io sono una ragazza fortunata perché ho una suora indimenticabile che mi assiste dal cielo.

> Cara Gesuarda, la tua scomparsa mi addolora ma il tuo ricordo resterà sempre nel mio cuore.

Riflessione dei ragazzi della Cresima

Suor Gesuarda era una Suora dalle mille risorse e sapeva sostenere l'ACR in un modo tutto suo, facendo sì che molti ragazzi cominciassero a frequentarlo. Non solo, ma a noi ragazzi della Cresima sapeva dare un ulteriore insegnamento, quello dell'amore e della sofferenza in silenzio, perché noi potessimo vivere in armonia con il prossimo e con tutta la comunità.

Io ricordo il suo sorriso ed anche nelle cose più tristi portava felicità e armonia; il suo modo di fare, la sua voglia di amore la portò ad essere essenziale per la comunità. Ricordo la sua voglia di organizzare recite, opere di beneficenza, aiuti, ma soprattutto voglia" di dare a chi era net bisogno una parola di conforto.

Per questo cara Suor Gesuarda, ti diciamo: GRAZIE.

Pensieri dei ragazzi delle Medie

> Per noi Suor Gesuarda é stata molto importante, ci dava dei consigli come se fosse nostra madre. Aiutava molte persone a donare il suo amore. Quando ci comportavamo male ci sgridava per farci ragionare. Le volevamo un mondo di bene.

> Io mi ricordo quando prima della S. Massa veniva a prendermi per mano e mi accompagnava nelle sedie davanti e poi mi faceva leggere le letture.

> Io invece mi ricordo quando mi telefonava perché andassi a fare il chierichetto.

> Noi tutti la ricordiamo contenta e volenterosa. Ogni mattina portava I'Eucarestia donando conforto e speranza.

> Noi della cara Suor Gesuarda ricordiamo la bellissima estate passata assieme, facendo giochi, lavoretti, e tanta allegria.

> Mi ricordo la festa di Carnevale; quanto si era divertita. Suor Gesuarda ha lottato fino all'ultimo secondo e di questo sono molto contenta.

Gli ammalati e gli anziani a Suor Gesuarda

Ogni cittadino di Belvedere ha un particolare ricordo di Suor Gesuarda "il nostro Cappellano".

Non era difficile incontrare Suor Gesuarda lungo le strade di Belvedere con la sua bicicletta e la sciarpa bianca che avvolgeva la fronte, se faceva freddo o tirava vento.

Il motivo di questi incontri, specie in mattinata, era la visita agli ammalati e anziani, a cui portava Gesù Eucaristia. Questa avventura parrocchiale Missionaria espressa da Suor Gesuarda in tanti modi e tempi diversi era un suo dono, da tutti noi apprezzato e condiviso.

Suor Gesuarda teneva molto a due settori della comunità parrocchiale: Ammalati e anziani, "i nonni" e i bambini A.C.R. "i me tusi"; a tutto campo esprimeva la sua genialità ed entusiasmo. Ho condiviso qualche volta queste visite agli ammalati "con Gesù, stretto al petto, il sorriso sulle labbra con poche frasi ben decise mi metteva al corrente di quanto dovevo fare:...senti papà ...e tu papà ...perché se no papà..., tra un posto e l'altro la preghiera e l'invocazione, dialogo semplice con Gesù che degnamente portava.

Suor Gesuarda é la donna evangelica che il giorno dopo il Sabato ha portato la gioiosa notizia "il Cristo è risorto! Alleluia!".

Un caro ricordo di Suor Gesuarda resterà in tutti gli ammalati e anziani di Belvedere che aspettavano con gioia chi portava loro il Corpo di Nostro Signore ed una parola di conforto incurante delle varie difficoltà che poteva incontrare. Lei diceva che i bambini e gli anziani erano i primi nei suoi pensieri, così rimarrà sempre per noi, prima nei nostri cuori. Grazie, Suor Gesuarda.

Gruppo animatrici/ore A.C.R.

"... dai imbotonàe, sveieve! Dormì dopo....", sono queste parole che Suor Gesuarda usava per incoraggiarci. Oltre all'esempio infatti era la prima a partecipare alle uscite e attività dell'ACR: dalle S. Messe domenicali ai pomeriggi domenicali, dalle gite ai vari corsi di formazione; insomma lei c'era sempre con il suo entusiasmo.

Quando aveva bisogno di noi ci chiamava "Beatrice, mamma, sorella, infermiera....". Nomi che ci facevano sorridere ma con i quali rivolgeva a noi in qualsiasi momento della giornata in modo che tutto fosse "fatto pulito". Ricordo tutti i cartelloni che ci ha incaricati di fare affinché tutta la comunità fosse informata delle nostre attività e ogni volta ci diceva "mi raccomando che sia fatto pulito perché dobbiamo fare grandi cose per il Signore", e prima di tornarsene in convento ci suggeriva gli "sghiribizzi" per abbellirli.

....E quante volte ha reso partecipi tutti gli acierrini delle preghiere per 1'uno o l'altro malato, giovane o anziano e per tutti aveva una buona parola. Era piuttosto particolare il suo atteggiamento nel momento in cui era meravigliata di qualcosa che andava dal canto dei bambini alla scenetta o un loro gioco: rimaneva a dir poco incantata, quasi in uno stato di contemplazione, addirittura con le mani giunte.

Era sempre piena di idee che le balzavano in mente all'improvviso, magari di notte e la facevano scendere dal letto per ricordarsi di proporcele immediatamente il giorno dopo. E questo ha reso possibile molti dei nostri mercatini artigianali con oggetti che progettava durante l'estate.

Per noi é sempre stata uno stimolo positivo il suo spirito "combattivo" ma pur sempre gioioso e la sua grandissima devozione al Signore e alla Madonna rendendosene lei stessa testimone:"...Lo sapete che non dovete mai dire di no al Signore...".

Per noi educatrici/ori sei stata la stella che ci orientava negli incerti passi del nostro cammino. Ora che tu non ci sei più non ci resta che fare il "pieno" dell'entusiasmo e della fede che ci hai sempre dimostrato.

Vogliamo ricordarti così, sorridente anche nel momento in cui Gesù ti ha chiamata alla vita eterna. Ti prego da lassù, tu che ora vegli beata "i tuoi ragazzi" prega ancora, tieni sempre viva in noi la fiamma dell'amore che Dio, attraverso te, ha messo nel nostro cuore. "....Ma quanto brave xee e me tose?!e i me tosi...."

"Vea imbotonàe….Desveieve fora....".

Ed ora lasciamo la parola ai ragazzi dell'ACR

* La domenica mattina si notava Suor Gesuarda per il suo entusiasmo nell'attirare i giovani al canto e alla preghiera; poi la ritrovavamo sempre presente e sempre in anticipo in Patronato.

* Ogni tanto vedevamo passare un missile, a volte bianco e a volte nero, ed era la nostra Suor Gesuarda che correva sempre dai suoi ammalati a portare Gesù.

* Era sempre disponibile con tutti e ci faceva vivere la Fede.

* Era molto vivace e amava vivere la vita. Per divertirci giocava con noi a pallone.

* Non ci sgridava mai, anzi ci incitava sempre.

* Quando succedeva qualcosa di bello o che a Lei piaceva diceva "dai, applaudite!!".

* In estate ci faceva trascorrere i pomeriggi dalle Suore o nel parco giochi costruendo e dipingendo cose nuove per il mercatino di Natale.

* Era difficile che ci sgridasse: quando cercavamo di scappare dall'A.C.R. Lei ci "catturava" e ci convinceva a rimanere.

* Quando mancavano le educatrici ci faceva andare tutti assieme nel parco e ci faceva divertire.

* Se lasciamo parlare il nostro cuore pensando a Suor Gesuarda la parola che sentiamo in eco é "Gesù". Si, Lei con tutto il suo modo di essere anche adesso ci dice: sull'esempio di Gesù anche noi offriamo noi stessi, le nostre capacità, la nostra gioia di vivere a chi ne ha bisogno.

* Ci trasmetteva allegria sempre con il suo modo di fare, era sempre attiva ed anche nei momenti più tristi riusciva a farci sorridere.

Gruppo giovani e giovanissimi

Martedì 18 Aprile tutta la comunità si é riunita attorno a Suor Gesuarda per salutarla e ringraziarla per tutto quello che ha fatto ed è stata per noi.

La notizia della sua morte avvenuta proprio il giorno di Pasqua ha sconvolto tutti coloro che più o meno direttamente hanno avuto modo di conoscerla e di trarre beneficio dal suo operato.

Come descriverne il carisma e la religiosità?

Suor Gesuarda era speciale per 1'entusiasmo che giorno dopo giorno comunicava agli altri, e per 1'amore che sapeva dare a ciascun bambino, giovane o anziano che fosse.

Dopo umane lacrime per il distacco da una persona tanto amata, ci siamo resi conto che questo non sarebbe stato il suo desiderio. Infatti anche Lei, ogni qualvolta si trovava dinanzi al dolore, affidava tutto alla volontà e all'amore di Dio, testimoniando con la sua gioia la Speranza in quell'amore divino.

Grazie Suor Gesuarda!

Gruppo animatori

Ho conosciuto Suor Gesuarda partecipando al gruppo Giovanissimi. Era sempre divertente stare in sua compagnia; non saprei dire quante volte mi ha chiamata "imbotonae!", ma detto da Lei non voleva mai essere un'offesa; troppo puro era il suo cuore per pensare parole di rimprovero.

Mi sono sempre stupita di come le risultasse semplice essere bambina tra i bambini, giovane tra i giovani, suora tra le suore anziane (ma arzilla e vivace) e con gli anziani e di come riuscisse per qualunque di essi ad essere testimone quanto mai credibile di un Dio che ci ama e che ci vuole gioiosi.

E come aveva a cuore tutti!!

Mi raccomandava sempre questa o quella persona, o perché era troppo tesa, o perché aveva problemi di salute o in famiglia: per tutti era sempre pronta a prodigarsi senza misura.

La devo ringraziare per la sua affettuosa vicinanza alla mia famiglia: portava la comunione alla mia bisnonna e le diceva: "ehi nonna, guarda, sono venuta a portarti Gesù", e quei momenti erano una festa.

Mia nonna, testimone ,di Geova, alla notizia della scomparsa di Suor Gesuarda, è rimasta molto turbata: "quella suora così simpatica, disponibile e sempre allegra? Belvedere ne sentirà molto la mancanza". E sarà così.

Ma voglio pensarla felice con quel Gesù che amava portare a tutti. Alla notizia della sua morte un Sacerdote amico ha detto: "il banchetto Eucaristico é pronto, la sposo sta attendendo la sua sposa all'altare, ed ecco essa é arrivata"....

Veglia su di noi con il tuo amore, Suor Gesuarda.

Gruppo "Chitarra"

Un sentito pensiero di stima ed apprezzamento per Suor Gesuarda viene anche dal maestro e da tutti coloro che hanno frequentato in questi ultimi tre anti il corso di chitarra.

Suor Gesuarda é stata sicuramentela vera trascinatrice nell'organizzazione degli incontri, nello stimolare gli allievi, soprattutto i più giovani, alla partecipazione ed allo studio, con la sua costante presenza alle lezioni.

Grande intuito il suo é stato nel riconoscere nella musica, pur nei nostri limiti tecnici e nelle nostre "strimpellate" non sempre "in tono", un mezzo di riunione per i giovani e di stimolo alle loro capacità dapprima musicali e poi di aggregazione ed animazione.

Lei per prima sfruttava con soddisfazione ed entusiasmo i nuovi giri armonici ed i canti imparati per rallegrare qualche serata in convento con le altre suore e, conoscendo la sua grande vitalità, riusciva sicuramente nell'intento.

Con la speranza di poter continuare per la strada che a Lei stava tanto a cuore la ringraziamo sentitamente per aver fatto anche noi partecipi della sua presenza stimolante e della sua grande gioia nel mettersi a disposizione degli altri.

…Da un Genitore

Grazie!!!!

Grazie per aver dato con 1'ACR. un alternative alla noia domenicale dei nostri figli.

Grazie per la gioia che sapevi trasmettere ai nostri ragazzi.

Grazie per la fiducia che sapevi dare a chi ti avvicinava.

Grazie per i consigli che sapevi dare a noi genitori.

Grazie per il sorriso che portavi sempre con te mentre con Gesù nel cuore andavi a visitare i nostri anziani.

Grazie per l'esempio che davi nel saper amare anche chi ti faceva soffrire.

Grazie per essere riuscita a farci capire quale era il tesoro da

accumulare per potersi presentare davanti al Padre con le

stesse gioie che sprizzavano dalla tua persona nella vita terrena.

Grazie per chi non sa dirti altro, ma sono convinto di interpretare il pensiero di tutta la parrocchia dicendoti un grande: GRAZIE

Dagli amici del Gruppo "Vita Nuova""

"Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio"

Cara Suor Gesuarda,

questa beatitudine proclamata da Gesù, mi sembra, per quel poco che abbiamo avuto occasione di incrociare i nostri passi, fosse una caratteristica della tua esistenza e ho il rammarico, che capita spesso quando viene a mancare una persona cara, di non averti ringraziata per averla incarnata.

II tuo stupore per il bello da cui riuscivi ad intravvedere un'altra Bellezza, la tua serenità contagiosa che aveva il sapore della semplicità richiesta da Gesù ai suoi, faceva sì che incrociandoti, si notasse che la tua dimensione umana era fiduciosamente abbandonata nelle mani di un'Altro e che questo ti....bastava e ti saziava.

Credo fosse qui il segreto della naturale simpatia che suscitava il rapporto con te. Simpatia di chi è libero dalle sue preoccupazioni per la scelta fatta di seguire solo Lui, e può permettersi di accogliere l'altro fino in fondo donandogli il calore dell'amore disinteressato.

Ho nostalgia del tuo sorriso e prego il Signore che la tua testimonianza fedele al Suo amore possa suscitare e generare in chi ti ha conosciuto il gusto dell'innocenza, della bellezza, del dono, della gratuità; valori che riconducono inevitabilmente all'unica Fonte.

Guardandoti negli occhi facevi intravvedere un altro mondo; ora che lo vivi senza veli prega il Signore affinché ci dia la semplicità e la purezza che ci conservano il desiderio di ciò che conta e rimane nella vita.

Scusa e in ritardo ....grazie!!

Testimonianza dei suoi familiari

L'avesse scelto lei, forse il giorno della sua morte sarebbe stato proprio quello. Il giorno in cui la Chiesa festeggia la solennità di Cristo Risorto appare come quello ideale, anche per morire, per chi ha dedicato la propria vita a Dio, alla Fede, all'Amore per i fratelli.

La ricorderanno sempre quanti 1'hanno conosciuta.

Ed in particolare quelli che l'hanno amata perché legati a lei da vincoli di sangue.

Fratelli, cognati e nipoti avranno di Suor Gesuarda il ricordo di una persona che li ha amati, seguiti, ascoltati. Le occasioni di una visita non erano frequenti. Ma le volte che Suor Gesuarda raggiungeva la sua famiglia erano momenti di gioia e di serenità. Lei, che per la sua missione era quotidianamente a contatto con i problemi della gente, non si sentiva esonerata, anche nei momenti che potevano essere giustamente dedicati al riposo, dal condividere le gioie e i dolori della vita quotidiana dei suoi parenti più stretti. Per tutti aveva una parola di conforto e di incoraggiamento. Nei momenti bui della vita ha saputo dare quell'ottimismo che solo la sua grande fede poteva infondere. Tutti serberanno di lei il ricordo più dolce, tutti avranno dentro un momento difficile che hanno superato anche grazie ad una semplice parola, tutti avranno, in futuro, il rimpianto di non poterla più chiamare per sentire un suo consiglio.

La grande commozione che aleggiava nel giorno dell'estremo saluto ne é la testimonianza.

In tutti permane però la certezza che la sua bontà ed il suo sguardo materno intercederanno per noi presso Dio. Quel Dio in cui lei ha fermamente creduto e senza il quale nessuna Ragione può spiegare il suo amore per noi.

Corrispondenza da

Levico '85

Sto finendo un libro che parla della preghiera e ad ogni pagina che passa più mi sembra incarnarsi in lei, la sua voglia di vivere, il suo continuo ringraziare per ogni cosa, per ogni piccolo banale piacere a testimonianza reale di una preghiera vissuta nella totale esistenza. Io la ringrazio perché con il suo esempio mi ha fatto capire veramente cosa vuol dire pregare e adesso il mio unico obiettivo é di riuscire ad essere come lei.

Ciao, Cristina.

Agugliano '95

Carissima suor Gesuarda,

so che sta poco bene e vorrei qui augurarle una pronta guarigione! Avvicinandosi la Santa Pasqua, Gesù risorto sia per lei un sostegno per arrivare al totale recupero della sue forze. La ringrazio per le premure che ha sempre dimostrato nei nostri riguardi considerandoci "di Casa", ancora grazie e auguri tanti, tanti, La ricorderemo nelle nostre umili preghiere

Cesarina e Dino

Carissima suora,

ho sentito dalla famiglia Meneghini che non è stata tanto bene; mi sono ricordata di lei nella quotidiana recita del Rosario, adesso con un poco di cura si rimetta a posto anche lei. Vorrei ringraziarla per tutte le preghiere che ha recitato per la mia famiglia e in particolare per Lino che ha dovuto affrontare molte prove. Ora speriamo sia passato tutto. Il Signore ci ha aiutato tanto, é vero, nulla è impossibile a Dio. Ho sempre avuto tanta fede nel Signore, non ci siamo mai stancati di pregare e i problemi e i dispiaceri arrivavano piùnoi pregavamo. Ora mi sembra di essere troppo contenta avendo un pò di pace e serenità. Ogni giorno vedo attorno a me dei piccoli o grandi miracoli e mi rendo conto di quanto é grande il Signore. Da questa mia grande esperienza cerco di aiutare il prossimo; stia tranquilla suora che prego anche per lei.

Forza, tutto passa e chissà che non ci incontriamo ancora in qualche altra bella occasione. La ringrazio per tutto il bene che mi ha voluto e le mando tanti auguri e un forte bacio.

Giuditta e Lino

ALBETTONE 17 SETTEMBRE 1994

50° di professione religiosa di Suor Gesuarda

Questo sabato 17 settembre, circondata dall'affetto di fratelli, parenti e amici, festeggia i 50 anni di professione religiosa Suor Gesuarda (al secolo Adelina Meneghini).

A soli 15 anni entrava in convento a Gorizia e dopo tre anni già vestiva l'abito delle Suore della Provvidenza di Luigi Scrosoppi. Un anno più tardi la prima professione religiosa di cui oggi festeggia il 50°.

In questa lieta occasione tutta la comunità ti vuole ringraziare per il bene che ci hai donato...e ringraziare Dio per la tua esistenza.

Si, mia Cara, tu sei stata per noi un. punto di `riferimento, nel bene e nel male, come avremmo fatto senza di te, delle tue preghiere, delle tue parole che ci hanno aiutato nei momenti difficili?

Quando qualcosa non andava, il pensiero correva a te e subito ti chiamavamo per raccontarti e tu, con poche parole, ridimensionavi il tutto. Se ciò non bastava correvi da noi per consolarci e rendere, con la tua presenza, meno pesante la situazione. Ora è il nostro turno, pregheremo perché il Signore ti lasci ancora tanti anni con noi, continuando con la tua serenità e saggezza l'opera che hai intrapreso 50 anni fa.

Grazie, grazie ancora (zia) suor Gesuarda.

Nel giorno dell'estremo saluto tutta la comunità si é radunata attorno all'altare e con queste preghiere ha voluto dare un segno tangibile della propria riconoscenza verso Gesuarda

Cara Gesuarda, il saluto che la comunità di Belvedere, riunita attorno all'altare di Cristo, si appresta a darti,è un saluto pieno di infinita riconoscenza, affetto, stima e di immensa gratitudine per tutto ciò che hai saputo donare, o meglio sarebbe, donarti, a tutti noi, senza distinzione di età e condizione.

La tua infaticabile opera di generosità e di apostolato impregnate da un vitale amore per Gesù crocefisso, sarà per tutti noi un ricordo prezioso, un dono che sempre porteremo nei nostri cuori e nelle nostre menti. L'amore che a tutti noi hai saputo donare, accompagnato da una grande gioia ed esuberanza di vita, di speranza per un futuro migliore, fatto di meno egoismo, sarà per noi un impegno quotidiano nel cercare sempre ciò che unisce e mai ciò che divide.

L'eredità che ci hai lasciato, la tua fiducia, il tuo entusiasmo, la tua voglia di donare sempre, in ogni momento, senza pretendere mai niente in cambio, sia per noi, e in particolare per inostri figli, per i quali nutrivi un amore particolare, fonte inesauribile di energia nel cercare con gioia la verità che Gesù ci ha insegnato.

Preghiera dei fedeli:

- Noi ti rendiamo grazie Signore, perché ci hai donato la presenza amorosa di Gesuarda, che da Te ha attinto la passione e il desiderio di bene....

.- Noi ti rendiamo grazie Signore perché ora la ammetti alla tua presenza, fuoco che brucia nel tuo fuoco, cuore che ama nel tuo cuore.

- Noi ti rendiamo grazie Signore perché nella sofferenza e nella insofferenza di Gesuarda hai purificato 1'occhio del suo cuore per poterti più puramente vedere..:.

- Preghiamo per la nostra comunità parrocchiale affinché sappia cogliere i segni di santità che Suor Gesuarda ha saputo trasmettere perché come seme caduto sulla terra, con la sua morte, germogli e porti frutto....:

- Preghiamo per gli ammalati e anziani che in questi anni, grazie al servizio di Suor Gesuarda, hanno potato nutrirsi di- Gesù Eucarestia, affinché la gioia e la serenità che lei ha saputo dare siano di sostegno nei momenti difficili della loro vita

- Ti affidiamo, cara Gesuarda, tutti i bambini dell'ACR che tanto ami, perché, con la tua stessa gioia crescano nell'amore e nella fede.

- Veglia anche su di noi animatori perché, con il nostro servizio, sappiamo essere testimoni di una fede viva e sincera...

- Cara zia, vorremmo dirti grazie per gli insegnamenti, le parole di coraggio, l'entusiasmo e sopratutto le preghiere con le quali hai sempre accompagnato tutti: uno ad uno. Con il dolore nel cuore ma animati dalla certezza che ora sei accanto allo sposo che hai sempre amato con infinita fede questo grazie te lo dicono i tuoi fratelli Lorenzo, Giorgio, Giuseppe, Elsa, Elena, Angela, le tue cognate, i cognati, i tuoi nipoti e pronipoti e quanti ti hanno conosciuto....

- Vorremmo dirti tante cose, ma ti salutiamo con le parole semplici e gioiose che sempre cantavi ad ogni ricorrenza: "Ciao, ciao, ciao é il saluto di chi si vuol bene; ciao, ciao, ciao é la gioia di vivere insieme, mette in cuore la felicità".

Continua, o zia, a cantare con noi e il dolore di questo giorno a poco a poco diventerà gioia nella certezza che tu vivi nei nostri cuori....

OMELIA di P. GIUSEPPE FACCHIN - S. MESSA DI ESEQUIE  - DI SUOR GESUARDA MENEGHINI

Siamo qui riuniti nell'ascolto della parola che Dio ci rivolge in questa. liturgia, tanto mesta ma così ricca di speranza e di conforto.

Siamo riuniti per celebrare nell'Eucaristia il dono di Dio che si é manifestato nella nostra sorella suor Gesuarda.

E' una liturgia velata di mestizia. Stanno davanti a noi le spoglie di una sorella, consorella e amica.

E la separazione da una persona amata é sempre dolorosa. "Questi avvenimenti inevitabili nell'ordine naturale delle cose (o per l'età o per la malattia) hanno cosi grande potere sopra di noi nonostante ne siamo convinti e pure preparati".(S. Ag.)

Anche Gesù: ha pianto sulla tomba del suo amico Lazzaro.

E anche qui c'é una persona cara.

Come ascoltiamo vera e reale la Confessione di Agostino che dice il suo dolore narrando la morte di sua madre. "Le chiudevo gli occhi e una tristezza immensa si addensava nel mio cuore e si trasformava in lacrime. Ma contemporaneamente i miei occhi sotto il violento imperio dello spirito quasi disseccavano. Fu una lotta penosissima... Ma cos'era dunque che mi doleva grandemente se non il distacco, la lacerazione improvvisa della nostra così dolce e cara consuetudine di vita comune? La mia anima privata della grandissima consolazione che trovava in lei rimaneva ferita...e la mia vita che era stata un tutt'uno con la sua, rimaneva lacerata...Tornai ai miei pensieri antichi sulla mia madre, al suo atteggiamento pio nei nostri riguardi… Privato di lei mi prese il desiderio di piangere davanti ai tuoi occhi, Signore, su di lei a per lei, sopra di me e per me".

Eppure, dopo questa confessione, s. Agostino. non vuole il funerale di sua madre fra lacrime e

lamenti perché così si suole piangere in chi vede nella morte una sorta di sciagura e di annientamento

totale.

"Ora la morte di mia madre non era una sciagura e non era totale. Lo garantiva la prova della sua vita, e una fede vera, non finta". (s. Ag.)

La prova della sua vita: ha creduto. Così, suor Gesuarda! Celebriamo 1'Eucaristia perché crediamo nella parola del Signore che è pane di vita, è sostentamento, è amore che si manifesta nell'unire le persone in una sola famiglia.

Questa nostra sorella ha creduto nel Signore ed ha accolto il suo dono nella vita in maniera semplice, buona, cosi umana e cristiana, assolvendo la missione di consacrata con vera fede.

La pagina di vangelo letta è la pagina più nostra di tutto il vangelo: c'è il dubbio, la diffidenza, la delusione, c'é il desiderio, la speranza e la certezza nella gioia!

Questa pagina registra i torti del cuore dell'uomo con la sua pigrizia nel credere, ma registra anche le ragioni del cuore.

Del cuore di Gesù risorto che, discreto e paziente, camminando con i due discepoli, offre parole forti e illuminanti; e mentre spiega la Parola eterna del Libro sacro il cuore dei discepoli arde...

La nostra vita: un cammino assieme a questo Qualcuno che sostiene, assicura, garantisce e accompagna. A Lui ci silega e ci si dona. Come ha fatto suor Gesuarda.

Chi 1'ha conosciuta non può dimenticare la sua serenità d'animo. Era una persona fondamentalmente serena e interiormente libera, facile alla commozione e alla gioia, aveva una forte capacità di stupore, che comunicava a quanti 1'avvicinavano, soprattutto i piccoli e gli anziani, come il carisma dell'Istituto chiede..

La sua fede nella Parola divina, il suo vivere i valori religiosiproposti nei Consigli evangelici la sottraeva da tutte le accidentalità della vita e le creava una sicurezza 'dentro': poteva così cogliere non solo i suoi limiti, ma anche le doti e le possibilità di bene da diffondere.

Briosa, attiva, affabile, incontrava le persone con semplicità, si interessava dei loro problemi e a tutti offriva una parola di conforto nel dolore, di amicizia nella prova, di incitamento al bene nei momenti di incertezza.

L'ho rivista, all'Ospedale di Bassano e qui, serena. 'Sono tanto felice, Padre, - mi disse - perché Lui sa tutto e lascio fare a Lui'. Qui ha pregato e ha atteso il Signore, facendo sintesi del suo amore a Dio e ai fratelli e accogliendo con serenità il limite della malattia, per trasformarlo in offerta preziosa per la salvezza delle anime. Era assistita amorevolmente dalle consorelle e 'non mi fanno mancare nulla'! (La sua serenità nell''incontro con la Provinciale)

Era una suora di una semplicità incantevole. Amava la natura e godeva nell'osservare le bellezze del creato e il mutare delle stagioni e del tempo. Semplice il suo saluto e cordiale; semplice il suo sorriso di partecipazione alla gioia ed invito alla fiducia; semplice la sua presenza e il suo gesto quotidiano di vita. Faceva le cose, quelle umili con semplicità come se non le costasse nulla. Chi 1'ha avvicinata non può dimenticare la sua affabilità e la dedizione al dovere, la sua pietà gioiosa e la fedeltà all'Istituto che ha amato.

Ed era una suora ricca di dedizione! La lettura degli Atti degli Apostoli ci richiama la frase che Pietro disse allo storpio e povero alla porta del tempio di Gerusalemme: 'Non possiedo né oro né argento, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina'! Ella ha donato tutto il suo animo, quello che possedeva e ha fatto camminare molti nella fiducia e nel coraggio di vivere.

Si è donata a Dio, perché aveva creduto con passione a Lui, ha saputo vivere i dettagli del suo dovere quotidiano alla sua presenza, portando Dio con se come luce, forza e motivo di offerta;

Si è donata all'Istituto: trovando lo sviluppo della sua personalità nelle esigenze dell'obbedienza religiosa, ovunque vi fosse bisogno della sua opera...sempre in una vita di comunione fraterna; all'Istituto che la inviava alle persone bisognose, sofferenti: tutta la sua vita consacrata a Dio é stata spesa per chi aveva bisogno di affetto, di comprensione e di sollievo.

Attenta ai malati della Parrocchia ai quali portava 1'Eucaristia; interessata alla catechesi dai piccoli, sollecita nel rendersi utile in cucina, precisa e appassionatamente legata al canto e a11a Liturgia perché tutto riuscisse bene a lode di Dio!

Ecco, così la ricordo. Ora con un gesto affettuoso e tanto suggestivo porterete la sue spoglie nel piccolo cimitero della pianura veneta, dove riposano altri cari...:accanto alla chiesa e alla casa della sua giovinezza, delle tante speranze e dove la fede accompagnò e accompagna i suoi familiari.

Nel dirle la nostra riconoscenza, la nostra amicizia invochiamo la misericordia di Dio, unico giudice perché unico conoscitore del cuore dell'uomo.

'Tu Signore, nostro Padre, che sei più generoso del nostro cuore, perdona quanto per fragilità umana ha commesso durante la vita e se la nostra memoria è debole e il nostro cuore è fragile al ricordo, Tu non dimenticarla: ricordati di lei, tu che sei buono per la sua eterna felicità.

Sorretti da questa fede sentiamo la nostra sorella vicina; uniti a lei nella fede sperimentiamo la verità proclamata nel Salmo che ci conforta:

'E' lui il Signore, nostro Dio; Egli ricorda sempre la sua alleanza' (Sal.104).

I1 Signore della vita è Lui!

- la via che conduce

- la verità che spiega

- la vita che non muore.

"Voglio cantare al Signore finché ho vita

Cantare al mio Dio finché esisto.

A Lui sia gradito il mio canto;

la mia gioia è nel Signore (Sal. 104, 33-349